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Lago Omodeo: il grande lago della Sardegna

Il lago nasce dallo sbarramento del fiume Tirso con la diga di Santa Chiara, realizzata nel 1924 nel territorio di Ula Tirso.
Lago Omodeo nel 2014, immagine Wikipedia - Emozione Sardegna Lago Omodeo nel 2014, immagine Wikipedia - Emozione Sardegna
Lago Omodeo nel 2014, immagine Wikipedia - Emozione Sardegna

Tra natura, storia e paesaggi sommersi

Il Lago Omodeo è il più grande bacino artificiale della Sardegna e uno dei luoghi più affascinanti dell’entroterra isolano. Unisce natura incontaminata, ingegneria storica e memorie archeologiche sommerse, offrendo uno scenario suggestivo nel cuore del Barigadu, in provincia di Oristano.

Origine e dimensioni del Lago Omodeo

Il lago nasce dallo sbarramento del fiume Tirso con la diga di Santa Chiara, realizzata nel 1924 nel territorio di Ula Tirso. Nel 1997, per motivi di sicurezza e per aumentare la capacità dell’invaso, è stata costruita una seconda diga: la diga Eleonora d’Arborea, nel territorio di Busachi.

Oggi il Lago Omodeo può contenere circa 792 milioni di metri cubi d’acqua e si estende su una superficie di 29,37 km², diventando un elemento dominante del paesaggio e una risorsa fondamentale per l’isola.

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I Comuni del Barigadu affacciati sul lago

Il bacino interessa i territori di 11 comuni del Barigadu:
Aidomaggiore, Ardauli, Bidonì, Busachi, Ghilarza, Nughedu Santa Vittoria, Sedilo, Soddì, Sorradile, Tadasuni e Ula Tirso.
Un’area poco battuta dal turismo di massa, ideale per chi cerca Sardegna autentica, silenzio e panorami aperti.

Zuri e la memoria sommersa

La creazione del lago ha profondamente trasformato il territorio. Durante i lavori fu necessario smantellare e ricostruire più a monte l’antico borgo medievale di Zuri, utilizzando le pietre originali.
Tra gli edifici più preziosi spicca la chiesa romanica di San Pietro di Zuri, risalente alla fine del Duecento e realizzata in trachite rossa, oggi uno dei simboli culturali dell’area.

Sotto le acque del lago giacciono ancora:

  • parte della foresta pietrificata di Zuri–Soddì
  • l’insediamento prenuragico di Serra Linta
  • tombe dei giganti e domus de janas

Nelle stagioni più secche, quando il livello dell’acqua si abbassa, questo straordinario patrimonio riemerge temporaneamente, offrendo uno spettacolo unico tra archeologia e natura.

Natura e biodiversità del Lago Omodeo

Le sponde del lago sono dominate da lecceti, roverelle e macchia mediterranea, con la presenza di pioppo bianco, salice, olmo, frassino, tamerici e alloro.

Il Lago Omodeo è anche un importante habitat faunistico, soprattutto per l’avifauna:

  • ghiandaia marina
  • occhione comune
  • falco pellegrino e falco pescatore
  • piro piro piccolo

Tra le specie acquatiche si osservano frequentemente germano reale, alzavola, fischione, folaga, gallinella d’acqua, canapiglia, oca selvatica, garzetta, airone bianco e airone cenerino.

Presenti anche anfibi e rettili, come rospi, tartaruga palustre e testuggine di Hermann, a conferma dell’elevato valore naturalistico dell’area.

Un lago che racconta la Sardegna interna

Il nome del lago rende omaggio all’ingegnere Angelo Omodeo, progettista della diga di Santa Chiara. Oggi il Lago Omodeo è un luogo dove paesaggio, storia e natura convivono in equilibrio, lontano dai flussi turistici più affollati.

Visitare il Lago Omodeo significa scoprire una Sardegna diversa, silenziosa e profonda, fatta di acqua dolce, colline verdi, borghi antichi e storie che affiorano lentamente dal fondo del lago.

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