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Tharros, una città che attraversa i secoli

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Tharros e il Sinis, Emozione Sardegna

Al Museo Diocesano di Oristano una grande mostra sulla storia del Mediterraneo

Immagini d’epoca, reperti archeologici, video e installazioni multimediali per raccontare oltre duemila anni di storia. A partire dal 17 gennaio apre al pubblico, negli spazi del Museo Diocesano Arborense di Oristano, la mostra “Tharros. Time Upon Time”, un ampio progetto espositivo dedicato a uno dei siti archeologici più importanti della Sardegna e dell’intero Mediterraneo antico.

L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Mont’e Prama, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Oristano, ed è finanziata dalla Regione Sardegna nell’ambito del Grande Progetto Mont’e Prama. L’obiettivo è restituire al pubblico la complessità storica di Tharros, antica città affacciata sul Sinis, raccontandone non solo le origini e l’evoluzione, ma anche la lunga storia delle sue scoperte archeologiche.

Dalla Sardegna nuragica all’età tardoantica

Il percorso espositivo accompagna il visitatore dalle prime fasi nuragiche fino all’età tardoantica, seguendo le trasformazioni urbane, i rituali, la vita quotidiana e le relazioni di Tharros con gli altri grandi centri del Mediterraneo. Fenici, Cartaginesi e Romani emergono attraverso oggetti, architetture e testimonianze che raccontano una città in continuo mutamento.

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Accanto alla storia antica, la mostra dedica ampio spazio anche alla riscoperta moderna del sito, mettendo in luce il lavoro di archeologi, studiosi e istituzioni che, tra XIX e XXI secolo, hanno contribuito a far riemergere Tharros, offrendo uno spaccato significativo della storia dell’archeologia in Sardegna.

Un dialogo tra istituzioni, territorio e comunità

Il progetto nasce da una collaborazione ampia e strutturata tra istituzioni culturali, musei e realtà del territorio. La scelta del Museo Diocesano Arborense come sede espositiva rafforza il dialogo tra patrimonio archeologico e patrimonio storico-artistico, intrecciando il racconto della città antica con quello della città contemporanea.

L’allestimento punta a una fruizione accessibile e coinvolgente, pensata per un pubblico ampio: studiosi, appassionati di archeologia, visitatori e comunità locali. La mostra si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione del patrimonio del Sinis, con l’obiettivo di creare una programmazione coordinata tra musei, aree archeologiche ed enti locali.

Il tempo che si deposita, strato dopo strato

Il titolo Time Upon Time richiama l’idea di un tempo non lineare, che si accumula in strati successivi, proprio come accade nei contesti archeologici. Tharros viene così raccontata non come un sito statico, ma come una città viva, capace di riaffiorare continuamente attraverso lo studio, la ricerca e l’immaginazione collettiva.

Due sezioni per raccontare una città millenaria

Il percorso espositivo si articola in due grandi sezioni, collegate da una timeline che attraversa oltre venti secoli di storia, dal XIV secolo a.C. al VII secolo d.C.:

  • “Tharros fra storia e archeologia”, dedicata all’evoluzione storica del sito
  • “Tharros. La città vecchia”, focalizzata sull’organizzazione urbana e sulla vita quotidiana

Una mostra che non è solo esposizione, ma racconto identitario, capace di restituire a Tharros il suo ruolo centrale nella storia della Sardegna e del Mediterraneo.

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